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"Il Verdone Mangiasassi."
18/06/04
"Forza e coraggio."
Dopo che il Piccolo Lord se n’era andato via, raggiungemmo Simone giù nel cortile dell’istituto.
Lo chiamammo ma luì continuò a camminare: vederlo così ci diede una gran pena.
“Simone aspetta! Fermati un secondo!” esclamò Stefano Vanni.
Era tutto sudato e sbuffando un po’ ci disse:” Cosa c’è? Cosa volete?”
Risposi:“ Siamo dispiaciuti per quel che è successo…Stefania e Luca sono due imbecilli! Se dovesse ricapitare ci pensiamo noi!”
“ Spero che li investa un camion! Li odio! Perché esiste gente come loro? Non sarebbero dovuti nascere!”
Floris intervenne:” A parte loro, guarda che non è vero che sarai bocciato di sicuro. Ti conviene studiare tanto e far vedere ai professori che ti stai impegnando veramente…te la potresti cavare con tre materie a Settembre!”
“ A me invece sembra che ormai sia tutto deciso… forse è vero…mi conviene rimanere direttamente a casa: l’anno prossimo farò di meglio.”
Vanni:” Sei tutto rincoglionito! Ma chi te lo dice che non tu possa essere promosso? Se hai le palle almeno provaci! Cosa ti costa?”
“Non lo so. Ragazzi devo andare ora… fra poco passa il bus. Ciao!”
Lo guardammo andar via e continuammo a parlare di ipotetici promossi e bocciati nella nostra classe.
Anche la mia situazione non era delle migliori.
In quegli anni se uno studente aveva una o al massimo tre materie insufficienti non veniva bocciato ma rimandato. Non esisteva ancora l’attuale metodo scolastico dei “crediti”. Giunto a Settembre il rimandato veniva interrogato e doveva esser preparato sull’intero programma annuale della materia da ricuperare: se i suoi risultati erano soddisfacenti veniva promosso.
Il giorno dopo fui felice di constatare che Simone era in classe.
Aveva continuato a studiare e chiese ad alcuni insegnanti di essere interrogato: la Della Valle rifiutò mentre per il resto andò tutto bene.
Durante la ricreazione il Piccolo Lord si avvicinò a lui per chiedergli scusa. Simone raggiante accettò le sue scuse e Luca gli disse:” Sono sicuro che qualche speranza di esser promosso ce l’hai… stai andando bene. Continua così!”
Sicuramente Larosa non si è mai reso conto dell’importanza di quel gesto: aveva accresciuto la speranza e la determinazione del nostro Verdone Mangiasassi.
Il tempo passava lentamente in quanto i giorni a scuola erano molto intensi: ogni mattina (noi avevamo un turno unico) c’erano delle interrogazioni e i compiti in classe erano frequenti.
Tutti si davano da fare e specialmente chi, come me, aveva da ricuperare era sotto continuo stress. Solo i secchioni erano tranquilli.
Giungemmo così alla seconda settimana di Giugno e mancavano un paio di giorni alla fine dell’anno scolastico.
In classe ormai i presenti erano pochi e chi era sicuro della promozione non veniva più.
Il caldo era insopportabile. Mentre Simone ed io davamo le ultime interrogazioni molti dei nostri compagni stavano in spiaggia a prendere il sole.