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"Il Verdone Mangiasassi."
22/06/04
"Promossi o bocciati."
Arrivai a scuola.
Quella mattina avrebbero esposto le liste con i nominativi degli studenti promossi, rimandati o bocciati.
Incontrai alcuni dei miei compagni nel cortile e chiesi a Stefano:” Ciao! Si sa già qualcosa?”
“No, i risultati saranno esposti fra circa un’ora, verso le undici.”
Molti di noi avevano paura della bocciatura ed essere rimandati significava dover studiare durante le vacanze estive.
Arrivò pure Simone.
“Uelà! Ciao ragazzi, come va? Hanno esposto già i risultati?... Non preoccupatevi… mi sa che l’unico bocciato quest’anno sarò io!... Pazienza!”
“Male che vada non sarai l’unico…potrei esser bocciato anch’io! Se così fosse i miei genitori useranno il mio sedere in spiaggia per infilarci l’ombrellone!” Così esclamai cercando di sdrammatizzare la grande tensione che c’era tra noi.
Francesco Floris replicò seriamente:“ I miei genitori mi pestano a sangue e sicuramente mi mandano a lavorare…”
Vanni disse:“ Speriamo che non boccino nessuno in classe nostra! Non penso che i nostri professori siano così bastardi!”
Dopo un po’ Valentina si avvicinò a noi esclamando un po’ agitata:” Venite! Stanno esponendo i risultati!”
Ci recammo verso il corridoio principale dove il bidello stava ancora appendendo le liste.
Mi si era formato un nodo alla gola dalla tensione e dalla paura di essere respinto.
Simone continuava a passarsi il fazzoletto sulla fronte e sul collo. Era fradicio di sudore.
Con lo sguardo finalmente trovai la lista della nostra classe. Rimasi a fissarlo per un paio di minuti.
Nessuno era stato bocciato. A me avevano lasciato due materie, da ricuperare a Settembre, e a Simone l’avevano rimandato in tre materie (tra cui, caso strano, quelle della professoressa Della Valle). Fu una piacevole sorpresa.
Mi sentii più leggero e Lamacara, dopo un lungo periodo di preoccupazioni, fu premiato per i suoi sforzi.
Quell’Estate la passai a studiare ma riuscì anche a divertirmi e ad andare al mare quasi tutti i giorni. Simone, alcuni compagni ed io ci frequentammo spesso.
Infine a Settembre venimmo tutti promossi.
Negli anni successivi Simone non cambiò di molto: non migliorò la cura del suo aspetto ed è tuttora obeso. Per un paio di anni fu bocciato ma riuscì, studiando da privatista, a diplomarsi nel 1996. Adesso frequenta la Facoltà di Filosofia.
Ci incontriamo raramente e quelle poche volte che lo vedo parliamo anche per ore. Mi racconta, con aria tenera e ingenua, tutto quello che fa e dei suoi sogni, dei suoi progetti o delle sue passioni. Spesso ci ripromettiamo di uscire o fare qualcosa insieme ma poi immancabilmente ci riperdiamo di vista e ognuno va avanti per la propria strada.
Ho imparato che le persone possono appartenere a tre categorie particolari.
La prima è quella dei “sognatori” ovvero coloro che passano il tempo a fantasticare, a progettare e a desiderare tante cose: non riescono a realizzare quasi mai niente perché vivono distaccati dalla realtà, a volte hanno poca forza di volontà e si lasciano andare alle prime difficoltà della vita rifugiandosi in un mondo tutto loro.
La seconda è quella dei “lavoratori” cioè delle persone che hanno un senso molto pratico e concreto delle cose: non amano sognare e tengono sempre i piedi per terra. Essi accantonano i propri sogni e le proprie ambizioni, si accontentano di ciò che è sicuro e a volte vivono di rimpianti.
La terza categoria è quella dei “guerrieri” ovvero di quelle persone che lavorano per realizzare i propri sogni. Sono individui, dotati di una grandissima forza di volontà, che si prefiggono degli alti obiettivi e traguardi. Essi colorano e riempiono di tanti significati la propria esistenza: lottano, s’impegnano, usano tutte le proprie forze e quando falliscono vanno avanti senza avere dei rimpianti. Difficilmente la loro è una vita noiosa e monotona.
Simone è un ragazzo dotato di enormi potenzialità, di buone qualità e di tanta fantasia.
Per la mancanza di fiducia in sé stesso è rimasto un sognatore.
In parte hanno di sicuro contribuito dei fattori come l’incomprensione della gente, il suo aspetto trascurato e i suoi problemi familiari: la realtà stessa, in cui lui ha vissuto e vive, gli ha posto dei limiti nella sua mente.
Spero che un giorno si svegli e capisca la verità: deve comprendere che lui ha la libertà, il dovere e il diritto di essere felice.
Se ci si estranea in un mondo fatto di sogni e illusioni per sfuggire alla realtà può capitare che un giorno, guardando al passato, ci si accorga di aver perso del tempo prezioso e di non aver combinato niente di buono nella propria vita.
Tutti sognano, desiderano e cercano la felicità… solo pochi hanno il coraggio di conquistarsela.