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"Il Verdone Mangiasassi."
18/01/04
"Un Ragazzo Speciale."
Il giorno successivo Giuseppina scambiò il suo posto con quello di Michele e andò a sedersi al banco vicino alla porta, lontano da Simone. Si sistemò lì fino alla fine dell'anno scolastico.
Durante le lezioni tenute dalla professoressa Della Valle capitò che lui intervenisse, per fare qualche domanda sulle spiegazioni, ma lei continuò a parlare zittendolo diverse volte e mostrandosi infastidita.
Era entrato nelle antipatie della docente.
Lamacara divenne col tempo famoso in tutto l'istituto: la sua fama negativa si diffuse e fece sì che quasi tutti sapessero chi fosse.
Sia all'entrata che all'uscita, per le scale o in bagno, c'era spesso chi lo chiamava per nome sfottendolo.
La scuola divenne per lui un vero e proprio inferno.
Nel mese di Aprile Simone cominciò a marinare la scuola e le sue assenze si fecero frequenti.
Una mattina, impreparato per il compito in classe di matematica, decisi all'ultimo momento di saltare le
lezioni.
Cercando di non essere visto da qualche insegnante mi diressi verso la fermata dell'autobus. Quando questo giunse, salii e incontrai Lamacara.
Tutto sorridente, seduto in fondo con lo zaino tra le gambe, mi salutò:"Ciao! Cosa ci fai qui sul bus? Non sei entrato per via del compito? Ah!Ah!"
Annuì e mi sedetti vicino a lui dicendo:"Cazzo! Simone non ti vedo da due settimane! A scuola c'è una taglia sulla tua testa! Molti professori ce l'hanno a morte con te!"
"Ho deciso di rientrare Lunedì prossimo! Mi sono preso un pò di tempo per prepararmi alle interrogazioni... Ho studiato molto in questi giorni... Dove andiamo stamattina?"
Decidemmo di andare al mare col bus.
In spiaggia passeggiammo per un pò, lanciando ogni tanto dei sassolini nell'acqua.
Ci sedemmo poi per terra, nella sabbia. C'era caldo e si stava benissimo.
Alcune persone facevano jogging, qualcuno portava a spasso il proprio cane e c'erano alcune coppie d'innamorati.
Il mio compagno era fradicio di sudore. Molto impacciato nei movimenti, aveva il respiro pesante
e ogni tanto sbuffava passandosi di tanto in tanto la mano sulla fronte.
Seduto con le gambe aperte formava con la sua pancia vari piani di grasso.
Cominciò a sgranocchiare dei dolciumi che tolse dalla borsa.
"Simone non hai mai pensato di fare sul serio la dieta? Sei molto grasso... Inoltre potresti rifarti un pò il guardaroba... Insomma non ti piacerebbe migliorare il tuo aspetto?"
"Si... Ci ho pensato tantissime volte. Lo vorrei tanto... Ma a me piace mangiare!... E poi le
paghette settimanali che danno i miei non bastano per comprare dei vestiti nuovi..."
"Non dire cazzate! Con tutti i dolci che compri, potresti comprare un negozio intero!"
"Beh,in effetti... prima che arrivi l'Estate mi metterò sotto stretto regime!... Diventerò un fotomodello! Ah!Ah!Ah! Le ragazze cadranno ai miei piedi! Ah!Ah!"
"Si, Simone... Da quanto sei brutto e puzzi sverranno ai tuoi piedi!"
Lamacara si avvicinò e a bassa voce mi chiese:"Sii sincero. Ti reputo un vero amico... Dimmi la verità!... Sii obbiettivo... E non dire bugie!... Secondo te... Sono brutto?"
"Minchia Simone! Ma allo specchio ti sarai visto ogni tanto?... Ti reputi bello o brutto?"
"Dunque... Penso di essere un ragazzo nella media... Vabbè sono un pò robusto, ma..."
"Ascoltami bene! Vuoi che sia sincero, veramente sincero con te?"
"Si! Spara! Dimmi tutto, sono tutto orecchie!"
"No, sei tutta ciccia! E' questo il tuo problema. Sei brutto e grasso... Sei un ciccione."
Lamacara rimase zitto a guardarmi ed io continuai:"Ti rendi conto che a scuola tutti ti prendono in giro e che fai schifo a tutte le ragazze? Hanno paura al solo pensiero di starti vicino... Te lo dico non per cattiveria, anzi... E' la verità."Lo fissai negli occhi dicendo:"Simone, tu puzzi tanto! Spesso il tuo pessimo odore si sente in tutta la classe... Quando non eri in aula anche alcuni professori si sono lamentati di te!"
Mi guardò sgranando gli occhi:"Ma davvero? Dici sul serio o mi stai prendendo per il culo?"
"Cazzo Simone! Ma possibile che non ti renda conto?... A scuola vieni sempre con gli stessi vestiti,
sporchi e puzzolenti... inoltre il tuo alito dà la nausea. A volte pure io ho difficoltà a parlarti da vicino!"
Volse lo sguardo verso il mare e cominciò a dondolarsi.
"Mi sei simpatico e ti reputo un bravissimo ragazzo, diversamente non ti darei la minima confidenza... Giusto per curiosità... Quante volte fai il bagno in una settimana?"
"Mi faccio il bagno ogni tre giorni circa. A casa abbiamo lo scaldabagno rotto e per avere l'acqua calda, ogni volta devo bollirla in una pentola... E' molto scomodo anche perchè devo lavarmi a pezzi, dato che non abbiamo la vasca ma una doccia inutilizzata. Andiamo avanti così da qualche anno... Ai miei genitori non importa. Loro litigano sempre e per ogni cosa se la prendono con me...
Addirittura mio padre ora dorme nel salotto: mia madre non lo vuole in camera perchè dice che russa troppo!"
"Prova a lavarti tutti i giorni, magari prima di venire a scuola. Se non vuoi che tutti ti vedano come un
zozzone devi cambiare molte cose e subito."
"Si,voglio cambiare."
Dopo un attimo di silenzio feci la classica domanda:"Da grande cosa vorresti fare?"
"Mi piacerebbe fare il pittore o lo scrittore. Adoro disegnare e spesso scrivo poesie o altro."
"Davvero? E io che pensavo volessi fare il cuoco e aprire un ristorante!"
"Non mi dispiacerebbe... Guarda, in questo quaderno ho fatto diverse cose. Te lo faccio vedere, ma non dirlo a nessuno!"
Mi mise tra le mani un grosso quaderno rosso che prese dalla tasca dello zaino.
Le pagine erano piene di disegni di ogni tipo e rimasi stupito quando tra queste trovai i ritratti di alcuni compagni di classe,compreso il mio.Erano bellissimi.
Oltre a questi potei trovare varie raffigurazioni di animali, di paesaggi e di fantasia. Non immaginavo fosse così bravo.
Lessi pure alcune poesie, delle frasi e delle riflessioni che Simone aveva scritto di mano sua.